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Albana

I prodotti

  • 9,70

    Quando si avvicina un bicchiere di Biancobagnolo al naso, chiudendo gli occhi, si può immaginare di avere tra le mani un cesto di pesche bianche e di albicocche appena raccolte, ancora con le foglie attaccate al picciolo.

    Assaggiando il primo sorso spicca subito il corpo, tipico dei vini ottenuto da questa varietà storica e la morbidezza ottenuta grazie ad una parziale fermentazione malo-lattica in acciaio. Poi comincia la salivazione. Biancobagnolo è un vino rinfrescante e succoso. Fa venire l’acquolina in bocca e voglia di stuzzicare. Questo gioiello è poi, la massima espressione della sapidità che il suolo su cui sorgono i nostri vigneti conferisce ai vini. La grande persistenza e mineralità che caratterizzano questo vino, lo rendono il nuovo preferito di ogni Chef che lo assaggia. Alcuni lo chiamano “Acqua di mare”.

    Descrizione a cura dell’enologo Nicola Pellacani

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  • 9,70

    Ortensia è in primis freschezza e bevibilità. Questo vino, dotato di un profumo delicato, che ricorda un bouquet di fiori bianchi, sbocciati tra inverno e primavera, attira un pubblico femminile, ma la sapidità conferita all’Albana dal terroir del podere di Villa Bagnolo e l’acidità mantenuta viva dalla raccolta della frutta al momento perfetto della maturazione, lo rendono ruffiano e invitante anche per i signori.

    Oltre all’Albana, è una punta di Famoso, altro vitigno autoctono romagnolo a conferirgli un profumo così attraente.

    Ortensia, con il suo giallo paglierino che ricorda la sabbia delle spiagge della Riviera Romagnola, è il vino da ombrellone, perfetto per rinfrescare il palato durante le calde giornate estive, per accompagnare un piatto di cruditès appena pescate o carni bianche delicate. L’incredibile finezza, ottenuta inserendo nel blend il Trebbiano di collina, rende questo bianco adatto anche ai sapori più genuini tipici di stili di cucina che si basano interamente su ingredienti vegetali.

    Descrizione a cura dell’enologo Nicola Pellacani

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  • 9,80

    Bollicine è uno spumante che si presenta con un bel vestito, elegante, ma non presuntuoso. Questo vino, spumantizzato in autoclave, seguendo un metodo Charmat-Martinotti breve, va in contro ad una presa di spuma che dura solamente due mesi, ma il mantenimento di basse temperature e la sospensione continua dei lieviti portano alla creazione di un perlage sorprendentemente fine.

    In bocca è difficile non scambiarlo con un Metodo Classico, ma al naso non è il sentore di lievito a trionfare, bensì la freschezza e il profumo di una varietà semi-aromatica, la più storica della Romagna: l’Albana. Dopo averlo versato nel calice, la gentile spuma svanisce, mostrando il bellissimo color giallo paglierino che lo caratterizza.

    Avvicinando il bicchiere alla bocca, si inizia a percepire l’altra metà della base che ha costruito questo vino. Un profumo di olive verdi viene introdotto dai sentori fruttati dell’Albana e notiamo così con piacere il Pignoletto.

    Questa varietà tipicamente Emiliana, trionfa in bocca, dove pulisce il palato e prepara ad un pasto o al secondo e al terzo boccone di un aperitivo, salutandoci con un retrogusto leggermente amaro, tipico della cultivar. Bollicine rappresenta così l’unione di due territori, che hanno formato una grande regione: l’Emilia-Romagna.

    Descrizione a cura dell’enologo Nicola Pellacani

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I prodotti

  • 9,70

    Quando si avvicina un bicchiere di Biancobagnolo al naso, chiudendo gli occhi, si può immaginare di avere tra le mani un cesto di pesche bianche e di albicocche appena raccolte, ancora con le foglie attaccate al picciolo.

    Assaggiando il primo sorso spicca subito il corpo, tipico dei vini ottenuto da questa varietà storica e la morbidezza ottenuta grazie ad una parziale fermentazione malo-lattica in acciaio. Poi comincia la salivazione. Biancobagnolo è un vino rinfrescante e succoso. Fa venire l’acquolina in bocca e voglia di stuzzicare. Questo gioiello è poi, la massima espressione della sapidità che il suolo su cui sorgono i nostri vigneti conferisce ai vini. La grande persistenza e mineralità che caratterizzano questo vino, lo rendono il nuovo preferito di ogni Chef che lo assaggia. Alcuni lo chiamano “Acqua di mare”.

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  • 9,70

    Ortensia è in primis freschezza e bevibilità. Questo vino, dotato di un profumo delicato, che ricorda un bouquet di fiori bianchi, sbocciati tra inverno e primavera, attira un pubblico femminile, ma la sapidità conferita all’Albana dal terroir del podere di Villa Bagnolo e l’acidità mantenuta viva dalla raccolta della frutta al momento perfetto della maturazione, lo rendono ruffiano e invitante anche per i signori.

    Oltre all’Albana, è una punta di Famoso, altro vitigno autoctono romagnolo a conferirgli un profumo così attraente.

    Ortensia, con il suo giallo paglierino che ricorda la sabbia delle spiagge della Riviera Romagnola, è il vino da ombrellone, perfetto per rinfrescare il palato durante le calde giornate estive, per accompagnare un piatto di cruditès appena pescate o carni bianche delicate. L’incredibile finezza, ottenuta inserendo nel blend il Trebbiano di collina, rende questo bianco adatto anche ai sapori più genuini tipici di stili di cucina che si basano interamente su ingredienti vegetali.

    Descrizione a cura dell’enologo Nicola Pellacani

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  • 9,80

    Bollicine è uno spumante che si presenta con un bel vestito, elegante, ma non presuntuoso. Questo vino, spumantizzato in autoclave, seguendo un metodo Charmat-Martinotti breve, va in contro ad una presa di spuma che dura solamente due mesi, ma il mantenimento di basse temperature e la sospensione continua dei lieviti portano alla creazione di un perlage sorprendentemente fine.

    In bocca è difficile non scambiarlo con un Metodo Classico, ma al naso non è il sentore di lievito a trionfare, bensì la freschezza e il profumo di una varietà semi-aromatica, la più storica della Romagna: l’Albana. Dopo averlo versato nel calice, la gentile spuma svanisce, mostrando il bellissimo color giallo paglierino che lo caratterizza.

    Avvicinando il bicchiere alla bocca, si inizia a percepire l’altra metà della base che ha costruito questo vino. Un profumo di olive verdi viene introdotto dai sentori fruttati dell’Albana e notiamo così con piacere il Pignoletto.

    Questa varietà tipicamente Emiliana, trionfa in bocca, dove pulisce il palato e prepara ad un pasto o al secondo e al terzo boccone di un aperitivo, salutandoci con un retrogusto leggermente amaro, tipico della cultivar. Bollicine rappresenta così l’unione di due territori, che hanno formato una grande regione: l’Emilia-Romagna.

    Descrizione a cura dell’enologo Nicola Pellacani

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